Morte celebrale - Donazione - Trapianto di organi

In questi ultimi mesi si è aperto un dibattito su quando una persona è morta e su come tale evento venga certificato scientificamente senza che dei soggetti potenzialmente vivi possano venire considerati morti.

La discussione è stata stimolata, senza che ve ne sia stato il bisogno, da articoli di stampa e da prese di posizione che hanno contribuito a mettere in dubbio la possibilità che la morte sia scientificamente provata ed hanno concorso, assieme a fattori di altra natura, all'aumento delle opposizioni a che vengano donati degli organi ai fini del trapianto.

Su questo punto la nostra associazione ha preso posizione con un suo comunicato che qui si riassume nei seguenti termini:

  • nel Medioevo veniva considerato morto chi non respirava più: oggi ci sono delle tecniche di rianimazione che consentono a volte di salvare i pazienti che hanno avuto degli arresti cardiaci facendolo riprendere a battere il cuore, permettendo così a questi soggetti di continuare a vivere dopo la correzione della malattia che ha provocato tale blocco circolatorio;
  • nel 1968 la comunità scientifica internazionale ha ritenuto valido il criterio della morte cerebrale individuato dal Rapporto Harvard, pubblicato dalla Harvard Medical School: tale principio stabilisce che la fine della vita coincide con la morte di tutto il cervello e non con l'arresto cardiocircolatorio.

La legge italiana ha stabilito, facendo proprio il Rapporto Harvard, che la morte coincide con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello, e cio' avviene quando il cuore non riprende più a battere, il sangue non arriva al cervello e, dopo pochi minuti, sopravviene la morte, che, in questo caso, va accertata con un elettrocardiogramma che deve risultare piatto per 20 minuti continuativi.
Il decesso può avvenire anche per una lesione al cervello, che, gonfiandosi, aumenta la sua pressione sino a superare quella del sangue, impedendogli così di irrorarlo: questa morte va accertata e certificata per legge da un Collegio di tre medici specialisti, non legati ai trapianti di organo, che verificano con criteri clinici e strumenti sofisticati il decesso della persona e stilano un certificato.
Questo accertamento e' obbligatorio per tutti coloro che si trovano in questa condizione, indipendentemente dal fatto che i loro organi siano donati oppure non lo siano.
Gli strumenti e la diagnosi sono rigorosi e garantisti nel modo più assoluto: i respiratori ed i farmaci mantengono vitali alcuni organi solo per un periodo limitato di tempo dato che il cervello non controlla più il cuore, il respiro, le funzioni metaboliche, ecc.
Le persone tenute in rianimazione in queste condizioni hanno un arresto cardiaco dopo 24/48 ore, ma nessuna è ritornata alla vita: vi sono innumerevoli lavori scientifici che lo testimoniano.

Infine va ricordato che:

  • la morte è diversa dal coma, perché in questo alcune parti del cervello funzionano ancora, mentre in quella nessuna parte del cervello è attiva: dal coma si può ritornare in vita, ma dalla morte (togliere cerebrale perche' la morte e' una sola!!) ogni ritorno è precluso;
  • che in Italia i trapianti sono gratuiti e quindi nessun interesse economico li guida;
  • che, anche per motivi tecnici oltre che legislativi, in Italia è impossibile un traffico di organi.

Con queste note l'associazione intende richiamare l'attenzione dei cittadini sulla necessità di approfondire la loro conoscenza su questo problema affinché le scelte siano ponderate: da una parte vi è la comunità scientifica che garantisce i criteri operativi, la cultura della donazione che sviluppa una catena di solidarietà al di sopra delle razze, delle religioni, dei sessi, l'aspettativa di migliaia di persone che attendono un gesto di solidarietà per continuare a vivere e dall'altra vi sono credenze ataviche, forme di feticismo arcaico, preoccupazioni legittime di non subire danni ingiusti.
Il compito di tutti è quello di conoscere sempre di più per decidere nelle condizioni migliori.

Luigi Cordioli - estratti da
Testi Dott. Marinagelo Cossolini
Coordinatore Trapianti Provincia Bergamo

 
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